ePub Wars
I libri digitali, gli ebook, stanno prendendo sempre più piede. Ho due bombe di Mosca (Maurizio) in tema.
La prima è che mio nonno ha letto il suo primo ebook sul buon vecchio iLiad Book Edition e ne è entusiasta.
Della seconda forse avrete già sentito parlare tra amici, ascoltando la radio, guardando il telegiornale, leggendo quotidiani, riviste, blog… Apple ha lanciato il tablet iPad.
iPad include iBooks, un’applicazione che permette la visualizzazione di ebook in formato ePub acquistabili su iBookstore, l’apposito store Apple.
Tecnicamente ePub è un formato open, le specifiche sono liberamente disponibili. Fra gli altri vantaggi, ciò semplifica il processo di programmazione di software per la lettura o la creazione di ebook.
Economicamente la faccenda è più complessa.
Un file ePub può contenere un sistema di DRM, Digital Rights Management, cioè un layer aggiuntivo di software che permette a chi crea il file di limitarne l’accesso (tipicamente stabilendo un numero massimo di dispositivi su cui il file è fruibile). Al di là degli aspetti tecnici, il problema economico è il divieto di rimozione della protezione DRM imposto per legge al consumatore.
Agli occhi del consumatore un ebook contenente DRM è un prodotto tecnicamente inferiore a un ebook senza DRM, che può essere liberamente stampato, prestato agli amici, modificato, visualizzato su un numero illimitato di dispositivi (PC, ebook reader, smartphone, lettore MP3, etc. a piacimento).
Per molto tempo l’unico sistema DRM disponibile per ePub è stato fornito dalla software house Adobe.
Per creare un ebook contenente DRM Adobe bisogna pagare la licenza ad Adobe. Per creare un software che supporti il sistema DRM Adobe bisogna pagare la licenza ad Adobe. Anzi, bisogna procurarsi l’SDK Adobe, un set di strumenti di sviluppo necessari per utilizzare il motore di rendering ePub di Adobe e supportare il sistema DRM di Adobe, pagando la licenza ad Adobe.
La novità è che Apple introdurrà un nuovo sistema DRM per i file ePub acquistabili da iBookstore.
Nel lungo periodo l’evoluzione naturale di ogni sistema DRM è l’estinzione, da buon aborto tecnico-economico qual è. E infatti è quello che è già successo per i file musicali.
Data per buona la sopravvivenza dei sistemi DRM nel breve periodo, l’incompatibilità reciproca (non interoperabilità) tra diversi sistemi DRM crea ulteriori problemi al consumatore. Ad esempio, un ebook legalmente acquistato su iBookstore non sarà leggibile su un ebook reader e-ink che monta l’SDK Adobe.
Ecco allora che Adobe attacca Apple paventando la tragedia della non interoperabilità. In realtà Adobe se ne frega del consumatore, ma teme la prospettiva di perdere il redditizio monopolio del mercato DRM ePub.
Il monopolio Adobe ha reso economicamente chiuso un formato tecnicamente aperto, bloccando l’innovazione.
Che interesse può avere un produttore di ebook reader a sviluppare un visualizzatore ePub alternativo se non è in grado di supportare gli ebook con DRM Adobe acquistati dai clienti? Che interesse può avere a farlo un serio sviluppatore open source sapendo in partenza che la sua creazione non prenderà piede? Come è possibile innovare le specifiche del formato ePub senza l’avallo di Adobe?
Ben venga la concorrenza distruttiva di Apple. Nel breve periodo il consumatore soffrirà la non interoperabilità dei sistemi DRM, ma nel lungo periodo ciò favorirà la presa di coscienza contro queste restrizioni, favorendone l’estinzione grazie alla pirateria.
In conclusione, di chi è la colpa? Di Adobe? Di Apple? Degli editori? Oppure?
Al solito, la colpa è del campione di aborti tecnico-economici: lo Stato, anzi gli Stati, che sopprimono giudiziariamente i tentativi di rimozione delle restrizioni ai file, limitando la libertà dei consumatori per concedere privilegi economici a dei lobbisti.
Abolire tale divieto sarebbe una politica a costo zero per contrastare la proliferazione di sistemi DRM. Una soluzione emergente molto più efficace della proibizione dell’utilizzo di sistemi DRM, realizzabile solo attraverso un controllo poliziesco altrettanto costoso e ingiusto.