<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>dedo</title>
	<atom:link href="http://dedo.simplicissimus.it/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://dedo.simplicissimus.it</link>
	<description>Hayek is my Gandhi</description>
	<lastBuildDate>Tue, 02 Mar 2010 09:15:12 +0000</lastBuildDate>
	<generator>http://wordpress.org/?v=2.9.2</generator>
	<language>en</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
			<item>
		<title>Aste online in Italia</title>
		<link>http://dedo.simplicissimus.it/2010/03/01/aste-online-in-italia/</link>
		<comments>http://dedo.simplicissimus.it/2010/03/01/aste-online-in-italia/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 01 Mar 2010 14:42:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>dedo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Diritto]]></category>
		<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[Software]]></category>
		<category><![CDATA[aste online]]></category>
		<category><![CDATA[Gran Bretagna]]></category>
		<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Svezia]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://dedo.simplicissimus.it/?p=452</guid>
		<description><![CDATA[Sintesi
Se hai intenzione di aprire un sito di aste online in Italia, lascia perdere.
Spiegazione
Da un paio di giorni mi frullava in testa l&#8217;idea di aprire un sito di aste online specializzato, e tra il serio e il faceto avevo fatto partecipi alcuni amici della mia idea.
Al di là della bontà o meno dell&#8217;intuizione economica (che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3>Sintesi</h3>
<p><em>Se hai intenzione di aprire un sito di aste online in Italia, lascia perdere.</em></p>
<h3>Spiegazione</h3>
<p>Da un paio di giorni mi frullava in testa l&#8217;idea di aprire un sito di aste online specializzato, e tra il serio e il faceto avevo fatto partecipi alcuni amici della mia idea.</p>
<p>Al di là della bontà o meno dell&#8217;intuizione economica (che si scopre solo vivendo, per dirla con Battisti), ho subito lasciato perdere dopo aver letto la normativa italiana dedicata all&#8217;argomento.</p>
<p>Cito da <a href="http://www.interlex.it/ecomm/incertezze.htm"><em>Aste on line: ancora molte incertezze</em></a> di Paolo Manganelli.</p>
<blockquote><p>[...] nel caso in cui [...] il banditore d&#8217;asta metta semplicemente a disposizione il sito e la struttura tecnologica per l&#8217;esecuzione dell&#8217;asta senza essere coinvolto nella procedura di aggiudicazione, esso deve essere iscritto al ruolo ordinario degli agenti di affari in mediazione e dunque soggetto alle regole sancite dalla legge 3 febbraio 1989, n.39, dovendosi tale attività, qualificare come attività di intermediazione.</p>
<p>[...]</p>
<p>Orbene, accettando acriticamente l&#8217;interpretazione di cui sopra, in applicazione degli articoli 2 e 3 della l. 3 febbraio 1989, n. 39 si otterrebbe questo eclatante risultato: a) la società che voglia gestire aste on line dovrebbe necessariamente essere iscritta alla Camera di commercio come società di mediazione; b) il legale rappresentante di detta società e tutte le persone fisiche che ivi lavorano dovrebbero essere iscritti nel ruolo generale degli agenti di affari in mediazione e per potersi iscrivere, oltre a possedere determinati requisiti, dovrebbero sostenere apposito esame di abilitazione.Ebbene, ne conseguirebbe che tutte le <em>software house </em>e buona parte delle società che operano sull&#8217;internet sarebbero costrette a modificare il proprio oggetto sociale ed a sospendere la propria attività fino al giorno in cui i propri dipendenti non avranno conseguito l&#8217;iscrizione al ruolo generale degli affari in mediazione. Credo sinceramente che tutto ciò si commenti da sé, soprattutto alla luce del netto contrasto con i principi di semplificazione, armonizzazione e facilitazione della disciplina del commercio elettronico sanciti dalla predetta direttiva 2000/31/CE.</p>
<p>In vero, la qualificazione sopra citata appare non corretta anche sotto altro punto di vista. Non si vede, infatti, per quale ragione, un servizio di semplice <strong>locazione </strong>di piattaforma informatica &#8211; quello cioè offerto dalle <em>software house</em> &#8211; ovvero la prestazione di <strong>servizi misti</strong>, quali la messa a disposizione di una piattaforma informatica insieme agli addizionali servizi di <em>scouting</em> sui fornitori da invitare all&#8217;asta, debba essere ricondotto all&#8217;esercizio di una attività di mediazione.</p>
<p>[...]</p>
<p>Quello a cui si assiste in merito alla regolamentazione delle aste on line è, in realtà, un <em>deja vue</em>. Si tratta dell&#8217;incapacità degli operatori del nostro diritto ad accettare e ad adeguarsi alle nuove figure giuridiche ed alle nuove fattispecie che di volta in volta la tecnologia freneticamente propone, nonché della loro ostinazione nel voler estendere analogicamente l&#8217;ambito di applicazione di leggi obsolete a fattispecie addirittura inesistenti al momento della loro promulgazione.</p></blockquote>
<p>E all&#8217;estero come funziona? Cito da <a href="http://www.interlex.it/ecomm/r_manno2.htm"><em>Aste on line e miopia legislativa</em></a> di Roberto Manno.</p>
<blockquote><p>[...]</p>
<p><strong>Gran Bretagna</strong></p>
<p><strong> </strong>Non vi sono controlli di legge nella conduzione delle aste on line. Queste, come le aste tradizionali sono soggette alle leggi normalmente applicabili in materia di contratti, agenzia, fornitura di beni e servizi, protezione dei consumatori, leggi speciali relative ad alcune categorie di prodotti, giurisdizione e controlli all&#8217;esportazione.</p>
<p>[...]</p>
<p><strong>Svezia</strong></p>
<p>Non v&#8217;è alcun bisogno di autorizzazioni per condurre aste on line in Svezia.</p>
<p>[...]</p>
<p><strong>Italia</strong></p>
<p>[...] <em>Nell&#8217;ipotesi in cui il banditore d&#8217;asta si limiti a mettere a disposizione il servizio di contatto, ovvero lo strumento tecnologico, senza intervenire direttamente nella gara, si avrebbe attività di mediazione, soggetta alle regole di cui alla legge 21 marzo 1958, n. 253 o in quelle dettate dalla legge 3 febbraio 1989, n. 39</em> (ossia attività di mediazione soggetta ad iscrizione presso il ruolo ordinario degli agenti in affari di mediazione, ndr).</p>
<p>[...] <em>il sistema organizzato dal banditore deve prevedere l&#8217;impossibilità per gli interessati di iscriversi sia come venditore che come acquirente.<br />
</em>A questo punto dobbiamo osservare che gli stessi siti di aste avvertono sull&#8217;impossibilità tecnica di garantire la veridicità dei dati forniti dagli utenti ( e quindi di sapere chi c&#8217;è dietro l&#8217;alias). Più che predisporre una <em>policy</em> di comportamento e sospendere i &#8220;furbetti&#8221; non è dato al momento. Inoltre, alle aste on line non ci si iscrive, ma si partecipa una volta iscritti.</p>
<p>Infine, è il termine &#8220;banditore&#8221; che solleva le maggiori perplessità.<br />
La Camera di commercio di Parigi così ha illustrato con una breve <a href="http://www.ccip.fr/eic/pdf/ecom_encheres.pdf" target="_blank">nota</a> la legge francese di riforma:<br />
<em>Les opérations de courtage aux enchères réalisées par voie électronique ne constituent pas des ventes aux enchères publiques. Elles ne sont donc pas soumises à la loi du 10 juillet, à l&#8217;exception des opérations de courtage sur des biens culturels.</em> <em>(voir page suivante</em>).<br />
<em>En effet, elles se caractérisent par l&#8217;absence d&#8217;adjudication (déclaration par laquelle un meuble mis aux enchères est attribué au plus offrant) et d&#8217;intervention d&#8217;un tiers dans la conclusion de la vente d&#8217;un bien entre les parties.</em></p></blockquote>
<p>Fate vobis.</p>
<a class="a2a_dd addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save?linkurl=http%3A%2F%2Fdedo.simplicissimus.it%2F2010%2F03%2F01%2Faste-online-in-italia%2F&amp;linkname=Aste%20online%20in%20Italia">Condividi/Salva</a>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://dedo.simplicissimus.it/2010/03/01/aste-online-in-italia/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>ePub Wars</title>
		<link>http://dedo.simplicissimus.it/2010/02/01/epub-wars/</link>
		<comments>http://dedo.simplicissimus.it/2010/02/01/epub-wars/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 01 Feb 2010 08:51:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>dedo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ebook]]></category>
		<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[Adobe]]></category>
		<category><![CDATA[Apple]]></category>
		<category><![CDATA[DRM]]></category>
		<category><![CDATA[ePub]]></category>
		<category><![CDATA[iPad]]></category>
		<category><![CDATA[monopolio]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://dedo.simplicissimus.it/?p=433</guid>
		<description><![CDATA[I libri digitali, gli ebook, stanno prendendo sempre più piede. Ho due bombe di Mosca (Maurizio) in tema.
La prima è che mio nonno ha letto il suo primo ebook sul buon vecchio iLiad Book  Edition e ne è entusiasta.
Della seconda forse avrete già sentito parlare tra amici, ascoltando la radio, guardando il telegiornale, leggendo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>I libri digitali, gli ebook, stanno prendendo sempre più piede. Ho due bombe di Mosca (Maurizio) in tema.</p>
<p>La prima è che mio nonno ha letto il suo primo ebook sul buon vecchio <a href="http://www.irextechnologies.com/products/bookedition">iLiad Book  Edition</a> e ne è entusiasta.</p>
<p>Della seconda forse avrete già sentito parlare tra amici, ascoltando la radio, guardando il telegiornale, leggendo quotidiani, riviste, blog&#8230; Apple ha lanciato il tablet iPad.</p>
<p>iPad include iBooks, un&#8217;applicazione che permette la visualizzazione di ebook in formato ePub acquistabili su iBookstore, l&#8217;apposito store Apple.</p>
<p>Tecnicamente ePub è un formato <em>open</em>, le specifiche sono liberamente disponibili. Fra gli altri vantaggi, ciò semplifica il processo di programmazione di software per la lettura o la creazione di ebook.</p>
<p>Economicamente la faccenda è più complessa.</p>
<p>Un file ePub può contenere un sistema di DRM, Digital Rights Management, cioè un layer aggiuntivo di software che permette a chi crea il file di limitarne l&#8217;accesso (tipicamente stabilendo un numero massimo di dispositivi su cui il file è fruibile). Al di là degli aspetti tecnici, il problema economico è il divieto di rimozione della protezione DRM imposto per legge al consumatore.</p>
<p>Agli occhi del consumatore un ebook contenente DRM è un prodotto tecnicamente inferiore a un ebook senza DRM, che può essere liberamente stampato, prestato agli amici, modificato, visualizzato su un numero illimitato di dispositivi (PC, ebook reader, smartphone, lettore MP3, etc. a piacimento).</p>
<p>Per molto tempo l&#8217;unico sistema DRM disponibile per ePub è stato fornito dalla software house Adobe.</p>
<p>Per creare un ebook contenente DRM Adobe bisogna pagare la licenza ad Adobe. Per creare un software che supporti il sistema DRM Adobe bisogna pagare la licenza ad Adobe. Anzi, bisogna procurarsi l&#8217;SDK Adobe, un set di strumenti di sviluppo necessari per utilizzare il motore di rendering ePub di Adobe e supportare il sistema DRM di Adobe, pagando la licenza ad Adobe.</p>
<p>La novità è che Apple introdurrà un nuovo sistema DRM per i file ePub acquistabili da iBookstore.</p>
<p>Nel lungo periodo l&#8217;evoluzione naturale di ogni sistema DRM è  l&#8217;estinzione, da buon aborto tecnico-economico qual è. E infatti è  quello che è già successo per i file musicali.</p>
<p>Data per buona la  sopravvivenza dei sistemi DRM nel breve periodo, l&#8217;incompatibilità  reciproca (non interoperabilità) tra diversi sistemi DRM crea ulteriori problemi al consumatore. Ad esempio, un ebook legalmente acquistato su iBookstore non sarà leggibile su un ebook reader e-ink che monta l&#8217;SDK Adobe.</p>
<p>Ecco allora che <a href="http://blogs.adobe.com/digitaleditions/2010/01/epub_ipad_and_content_interope.html">Adobe attacca Apple</a> paventando la tragedia della non interoperabilità. In realtà Adobe se ne frega del consumatore, ma teme la prospettiva di perdere il redditizio monopolio del  mercato DRM ePub.</p>
<p>Il monopolio Adobe ha reso economicamente chiuso un formato tecnicamente aperto, bloccando l&#8217;innovazione.</p>
<p>Che interesse può avere un produttore di ebook reader a sviluppare un visualizzatore ePub alternativo se non è in grado di supportare gli ebook con DRM Adobe acquistati dai clienti? Che interesse può avere a farlo un serio sviluppatore open source sapendo in partenza che la sua creazione non prenderà piede? Come è possibile innovare le specifiche del formato ePub senza l&#8217;avallo di Adobe?</p>
<p>Ben venga la concorrenza distruttiva di Apple. Nel breve periodo il consumatore soffrirà la non interoperabilità dei sistemi DRM, ma nel lungo periodo ciò favorirà la presa di coscienza contro queste restrizioni, favorendone l&#8217;estinzione grazie alla pirateria.</p>
<p>In conclusione, <em>di chi è la colpa?</em> Di Adobe? Di Apple? Degli editori? Oppure?</p>
<p>Al solito, la colpa è del campione di aborti tecnico-economici: lo Stato, anzi gli Stati, che sopprimono giudiziariamente i tentativi di rimozione delle restrizioni ai file, limitando la libertà dei consumatori per concedere privilegi economici a dei lobbisti.</p>
<p>Abolire tale divieto sarebbe una politica a costo zero per contrastare la proliferazione di sistemi DRM. Una soluzione emergente molto più efficace della proibizione dell&#8217;utilizzo di sistemi DRM, realizzabile solo attraverso un controllo poliziesco altrettanto costoso e ingiusto.</p>
<a class="a2a_dd addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save?linkurl=http%3A%2F%2Fdedo.simplicissimus.it%2F2010%2F02%2F01%2Fepub-wars%2F&amp;linkname=ePub%20Wars">Condividi/Salva</a>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://dedo.simplicissimus.it/2010/02/01/epub-wars/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>1</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Un paio di chicche su Nietzsche</title>
		<link>http://dedo.simplicissimus.it/2010/01/02/un-paio-di-chicche-su-nietzsche/</link>
		<comments>http://dedo.simplicissimus.it/2010/01/02/un-paio-di-chicche-su-nietzsche/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 02 Jan 2010 18:36:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>dedo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Biologia]]></category>
		<category><![CDATA[Filosofia]]></category>
		<category><![CDATA[CADASIL]]></category>
		<category><![CDATA[Friedrich Nietzsche]]></category>
		<category><![CDATA[scienza]]></category>
		<category><![CDATA[storia]]></category>
		<category><![CDATA[volontà di potenza]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://dedo.simplicissimus.it/?p=409</guid>
		<description><![CDATA[Secondo uno studio neurologico della storia clinica di Friedrich Nietzsche, il filosofo tedesco soffriva di una rara malattia ereditaria (CADASIL) che spiegherebbe i suoi continui problemi di salute e il crollo neurologico finale.
Al di là dell&#8217;argomento questo tipo di studi è apprezzabile. La storia è l&#8217;unica &#8220;scienza irrazionale&#8221;: la massa degli eventi storici è informe, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Secondo uno <a href="http://www.actaneurologica.be/acta/download/2008-1/02-Hemelsoet%20et%20al.pdf">studio neurologico</a> della storia clinica di Friedrich Nietzsche, il filosofo tedesco soffriva di una rara malattia ereditaria (<a href="http://en.wikipedia.org/wiki/CADASIL">CADASIL</a>) che spiegherebbe i suoi continui problemi di salute e il crollo neurologico finale.</p>
<p>Al di là dell&#8217;argomento questo tipo di studi è apprezzabile. La storia è l&#8217;unica &#8220;scienza irrazionale&#8221;: la massa degli eventi storici è informe, priva di catene sistematiche di causa effetto, solo il contributo delle altre scienze può gettarvi luce.</p>
<p>Non sarebbe male uno spin-off di Doctor House incentrato sulle diagnosi impossibili di malattie che hanno già avuto il loro infausto decorso. Un po&#8217; come quel poliziesco in cui un intero dipartimento si occupa di casi archiviati (una genialata giuridica ed economica&#8230; nella realtà infatti non esiste).</p>
<p>L&#8217;altra chicca è un <a href="http://www.friedrich-nietzsche.it/forum/index.php?showtopic=1046&amp;st=20#">intervento</a> comparso su un forum, contiene riflessioni e consigli di lettura interessanti sul rapporto tra <em>volontà di potenza</em> e biologia. Lo copio-incolo qui sotto.</p>
<blockquote><p>La questione della genesi del concetto di volontà di potenza in termini di scienze della natura, e in particolare di biologia, è alquanto interessante. Sottovalutato, quando non ignorato, dalle interpretazioni canoniche e dalla “vulgata” intorno alla volontà di potenza, questo è invece un aspetto cruciale della esegesi nietzscheana, che consente di leggere sotto una luce molto diversa e certamente più articolata il tema, appunto, del <em>Wille zur Macht </em>(rendendo tra l’altro ben più problematica rispetto a quanto ho visto in alcuni interventi su questo forum la discussione intorno ai concetti di “razza”, “allevamento”, “selezione artificiale” tipici dell’ultimo Nietzsche. Ma questo è un altro discorso). Nietzsche, come credo di aver già osservato in alcuni dei miei interventi precedenti, conosceva bene i termini del dibattito in corso nella biologia cellulare ottocentesca sul tema dell’individualità, e in qualche modo ha contribuito alle riflessioni sul problema – tra gli altri – degli eventuali rapporti tra organico e inorganico. Le articolazioni di tale questione, oltre all’intreccio di influenze (non sempre dichiarate) che Nietzsche ha ricevuto dalle sue numerose letture in merito, rendono impossibile una sintesi su questo forum. Chi volesse approfondire può andare a leggersi un testo che ho menzionato di recente: Andrea Orsucci, <em>Dalla biologia cellulare alle scienze dello spirito. Aspetti del dibattito sull’individualità nell’Ottocento tedesco</em>, il Mulino, Bologna, 1992. Monografia magistrale, di elevato profilo storico-filologico, per il rapporto tra biologia cellulare e filosofia (non solo nietzscheana) è quello che <em>La linea e il circolo </em>di Paolo D’Iorio è per gli intrecci tra filosofia e cosmologia. Per concludere rispondo alla domanda di Stirner, se la volontà di potenza sia relativa solo all’organico o riguardi anche l’inorganico: Nietzsche, riprendendo e rielaborando le tesi (a volte anche diverse tra loro) di vari scienziati della natura come Haeckel, Bernard, Roux, Nägeli, ritiene che vi sia continuità tra inorganico e organico, e sostiene che entrambe queste sfere della natura siano, pur con importanti differenze che non posso qui illustrare, volontà di potenza. Per una prima impostazione della questione potrebbe essere utile la lettura, da un altro testo che ho già citato (Claudia Rosciglione, <em>Homo natura. Autoregolazione e caos nel pensiero di Nietzsche</em>, ETS, Pisa, 2004), del terzo capitolo, <em>Organico e inorganico: continuità o opposizione? </em>(pp. 141-197). 				 				<!--IBF.ATTACHMENT_6071--></p></blockquote>
<a class="a2a_dd addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save?linkurl=http%3A%2F%2Fdedo.simplicissimus.it%2F2010%2F01%2F02%2Fun-paio-di-chicche-su-nietzsche%2F&amp;linkname=Un%20paio%20di%20chicche%20su%20Nietzsche">Condividi/Salva</a>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://dedo.simplicissimus.it/2010/01/02/un-paio-di-chicche-su-nietzsche/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>1</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Omonimi&#8230;</title>
		<link>http://dedo.simplicissimus.it/2009/09/14/omonimi/</link>
		<comments>http://dedo.simplicissimus.it/2009/09/14/omonimi/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 14 Sep 2009 11:45:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>dedo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicazioni di servizio]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://dedo.simplicissimus.it/?p=277</guid>
		<description><![CDATA[Il primo risultato della ricerca di &#8220;Stefano Tombolini&#8221; su Google attualmente non è molto edificante  
Ci tengo a sottolineare che il sottoscritto non ha niente a che vedere con quello Stefano Tombolini.
Per gli amanti del genere, le disavventure del mio omonimo sono riassunte in un&#8217;appassionante(&#8230;) storia trash.
Condividi/Salva]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il primo risultato della ricerca di &#8220;Stefano Tombolini&#8221; su Google attualmente non è molto edificante <img src='http://dedo.simplicissimus.it/wp-includes/images/smilies/icon_confused.gif' alt=':?' class='wp-smiley' /> </p>
<p>Ci tengo a sottolineare che il sottoscritto non ha niente a che vedere con quello Stefano Tombolini.</p>
<p>Per gli amanti del genere, le disavventure del mio omonimo sono riassunte in <a href="http://www.komunalka.net/?p=29&amp;a=8&amp;t=ForumRussiaItalia">un&#8217;appassionante(&#8230;) storia trash</a>.</p>
<a class="a2a_dd addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save?linkurl=http%3A%2F%2Fdedo.simplicissimus.it%2F2009%2F09%2F14%2Fomonimi%2F&amp;linkname=Omonimi%26%238230%3B">Condividi/Salva</a>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://dedo.simplicissimus.it/2009/09/14/omonimi/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>David Byrne</title>
		<link>http://dedo.simplicissimus.it/2009/08/30/david-byrne/</link>
		<comments>http://dedo.simplicissimus.it/2009/08/30/david-byrne/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 29 Aug 2009 23:23:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>dedo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ebook]]></category>
		<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[Musica]]></category>
		<category><![CDATA[David Byrne]]></category>
		<category><![CDATA[DRM]]></category>
		<category><![CDATA[Kindle]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://dedo.simplicissimus.it/?p=256</guid>
		<description><![CDATA[Il 19 aprile scorso sono stato al concerto di David Byrne al teatro La Fenice di Senigallia. La sua ultima fatica è l&#8217;album Everything that Happens Will Happen Today composto con Brian Eno. Sono venuto a conoscenza del concerto grazie a Last.fm, ma non sapendo nemmeno chi fosse David Byrne (storico leader dei Talking Heads, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il 19 aprile scorso sono stato al concerto di <a href="http://www.davidbyrne.com/">David Byrne</a> al teatro La Fenice di Senigallia. La sua ultima fatica è l&#8217;album <a href="http://www.everythingthathappens.com/"><em>Everything that Happens Will Happen Today</em></a> composto con Brian Eno. Sono venuto a conoscenza del concerto grazie a <a href="http://www.last.fm/">Last.fm</a>, ma non sapendo nemmeno chi fosse David Byrne (storico leader dei Talking Heads, lo so, so di essere ignorante <img src='http://dedo.simplicissimus.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' />  ) ho scaricato qualche canzone tramite reti P2P&#8230; entusiasta dell&#8217;ascolto sono andato a Senigallia portando con me un&#8217;altra persona. In tutto abbiamo speso 120 euro tra biglietti e magliette con l&#8217;ottimo artwork dell&#8217;album.</p>
<p>David Byrne, chitarra e grande voce anche dal vivo, era accompagnato da musicisti, coristi e ballerini. Coreografie minimali ma eleganti completavano lo spettacolo in modo coinvolgente. Gli artisti hanno lavorato veramente molto <a href="http://maps.google.com/maps/ms?hl=en&amp;ie=UTF8&amp;msa=0&amp;msid=111041639062989684287.000456a0ddc1e671f6fc6&amp;ll=48.224673,-50.625&amp;spn=92.179859,202.148437&amp;z=2&amp;source=embed">girando il mondo in tour</a>.</p>
<p>Il nostro mi è parso subito una persona simpatica e intelligente. Ne ho avuto conferma dal suo articolo <a href="http://journal.davidbyrne.com/2009/08/082509-the-kindle-experience.html">The Kindle Experience</a>, finora il migliore da me letto a proposito di lettori ebook. Oltre a recensire in modo preciso Kindle DX, Byrne offre spunti interessanti in materia di DRM grazie alla sua esperienza di musicista alle prese con le sfide della Rete.</p>
<p>David Byrne, 24/08/2009, <a href="http://journal.davidbyrne.com/2009/08/082509-the-kindle-experience.html">The Kindle Experience</a>, <a href="http://journal.davidbyrne.com/">David Byrne Journal</a></p>
<blockquote><p>[...] a format that is more cross-platform [...] will [...] mean I can share a book with my friend? It’s surely a way we make friends sometimes: “I just finished this GREAT book, do you want to read it? I’ll pass you my copy.” As with music, sharing things is a way of getting to know one another and a form of reciprocal debt — if I “lend” you my book, you sort of owe me… a book, or something. We’re linked now, which is how we use these things that represent our inner selves — as social connectors. Take that ability away, the ability to exchange stuff that represents us, and I’ll bet some of the “value” of these kinds of e-books goes too… the social interconnectedness value, not the dollar value. [...]</p></blockquote>
<p>Per concludere, ecco qualche brano dal tour. L&#8217;artista permette a tutti di incorporare questo player nei propri siti, ve l&#8217;ho detto che è una persona intelligente.</p>
<div style="text-align:center;"><object id="TSWidget2897" classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="300" height="250" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="bgcolor" value="#000000" /><param name="allowScriptAccess" value="always" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><param name="quality" value="high" /><param name="flashvars" value="squality=HIGH&amp;autoplay=false&amp;pid=VG9TE2DV&amp;widget_id=http://cdn.topspin.net/api/v1/artist/107/bundle_widget/2897?timestamp=1251548410&amp;theme=black" /><param name="wmode" value="transparent" /><param name="src" value="http://cdn.topspin.net/widgets/bundle/swf/TSBundleWidget.swf?timestamp=1251548410" /><embed id="TSWidget2897" type="application/x-shockwave-flash" width="300" height="250" src="http://cdn.topspin.net/widgets/bundle/swf/TSBundleWidget.swf?timestamp=1251548410" wmode="transparent" flashvars="squality=HIGH&amp;autoplay=false&amp;pid=VG9TE2DV&amp;widget_id=http://cdn.topspin.net/api/v1/artist/107/bundle_widget/2897?timestamp=1251548410&amp;theme=black" quality="high" allowfullscreen="true" allowscriptaccess="always" bgcolor="#000000"></embed></object></div>
<a class="a2a_dd addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save?linkurl=http%3A%2F%2Fdedo.simplicissimus.it%2F2009%2F08%2F30%2Fdavid-byrne%2F&amp;linkname=David%20Byrne">Condividi/Salva</a>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://dedo.simplicissimus.it/2009/08/30/david-byrne/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>1</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Weird Italia</title>
		<link>http://dedo.simplicissimus.it/2009/07/24/weird-italia/</link>
		<comments>http://dedo.simplicissimus.it/2009/07/24/weird-italia/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 24 Jul 2009 10:45:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>dedo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ebook]]></category>
		<category><![CDATA[giornalisti]]></category>
		<category><![CDATA[riviste]]></category>
		<category><![CDATA[Wired Italia]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://dedo.simplicissimus.it/?p=242</guid>
		<description><![CDATA[Giornali e riviste, e soprattutto chi ci scrive, sono da evitare come la peste, è risaputo. Per ribadire il concetto, demoliamo oggi anche la vulgata italiana della &#8220;Bibbia del Digitale&#8221;, Wired Italia.
Nell&#8217;edizione numero 5 Luglio 2009 di Wired Italia compariva un articolo su Amazon Kindle firmato da Christian Rocca (&#8230;) contenente un trafiletto con le [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Giornali e riviste, e soprattutto chi ci scrive, sono da evitare come la peste, è risaputo. Per ribadire il concetto, demoliamo oggi anche la vulgata italiana della &#8220;Bibbia del Digitale&#8221;, <a href="http://www.wired.it/">Wired Italia</a>.</p>
<p>Nell&#8217;edizione numero 5 Luglio 2009 di Wired Italia compariva un articolo su Amazon Kindle firmato da Christian Rocca (&#8230;) contenente un trafiletto con le recensioni degli ebook reader già disponibili in Italia a cura di Riccardo Meggiato. Allego di seguito il trafiletto, sotto al quale andrò a correggere tutte le <strong>oggettive</strong> castronerie che contiene.</p>
<div style="text-align:center;">
<img title="Weird Italia" src="http://dedo.simplicissimus.it/wp-content/uploads/2009/07/weird.jpg" alt="Weird Italia" width="374" height="1006" />
</div>
<h3>Cybook Gen3</h3>
<blockquote><p>Fa subito a pugni col computer per trasferire i libri</p></blockquote>
<p>Cybook Gen3 viene riconosciuto dal computer come un normale dispositivo di archiviazione di massa USB, qualsiasi sistema operativo si usi. Dopodiché basta trascinare i file nelle apposite cartelle, come si fa con i lettori MP3.</p>
<blockquote><p>le poche immagini sono sgranate e anche i testi mostrano parecchie imperfezioni</p></blockquote>
<p>Volendo si possono aggiungere migliaia di immagini semplicemente collegando il dispositivo al computer tramite cavo USB, o addirittura inserendo una schedina SD.<br />
L&#8217;interfaccia di Cybook Gen3 permette di visualizzare le immagini non solo a schermo intero, ma anche nella loro dimensione originale; perciò è difficile che immagini più piccole della dimensione dello schermo risultino sgranate, a meno che la risoluzione delle immagini stesse non sia bassa già in partenza. Un limite alla visualizzazione delle immagini sono piuttosto i soli 4 toni di grigio, forse il giornalista si riferiva a questo.<br />
Le imperfezioni dei testi dipendono dal formato e dall&#8217;impaginazione del singolo testo. Cybook Gen3 ad esempio supporta, tra gli altri, il formato txt e il formato Mobipocket: mentre il primo ha evidenti limiti tecnici come formato ebook, il secondo permette formattazioni complesse ed è gestito da Mobipocket Reader, un programma che consente di personalizzare in modo avanzato la visualizzazione del testo.</p>
<blockquote><p>Di notte ha una buona visibilità</p></blockquote>
<p>Gli schermi e-ink al buio non si vedono, non essendo retroilluminati. Di notte si vedono bene o male come di giorno: dipende dalle condizioni di illuminazione esterne.</p>
<h3>BeBook eReader</h3>
<blockquote><p>la qualità della lettura è eccellente, per definizione dei caratteri e contrasto, sotto il solleone e nel bel mezzo della notte</p></blockquote>
<p>BeBook eReader ha lo stesso identico schermo di Cybook Gen3: E Ink Vizplex da 6&#8221;, 600 x 800 pixel di risoluzione, 160 DPI, 4 toni di grigio, prodotto solo dalla taiwanese PVI.<br />
Per la visibilità di notte vedi sopra.</p>
<h3>iRex DR1000S</h3>
<blockquote><p>la definizione è scarsa e il contrasto penalizza la lettura in piena luce</p></blockquote>
<p>La definizione è almeno pari a quella di BeBook eReader, che il giornalista aveva apprezzato. Altrettanto vale per il contrasto in piena luce; il contrasto degli schermi E Ink è paragonabile a quello della carta e le differenze di contrasto tra i vari dispositivi sono veramente minime.</p>
<blockquote><p>Ben un gigabyte di memoria ram, grazie a cui tutti i caricamenti sono veloci</p></blockquote>
<p>iRex DR1000S ha 128MB di memoria RAM. 1GB è la dimensione della schedina SD inclusa.</p>
<a class="a2a_dd addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save?linkurl=http%3A%2F%2Fdedo.simplicissimus.it%2F2009%2F07%2F24%2Fweird-italia%2F&amp;linkname=Weird%20Italia">Condividi/Salva</a>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://dedo.simplicissimus.it/2009/07/24/weird-italia/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>8</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Translators</title>
		<link>http://dedo.simplicissimus.it/2009/07/03/translators/</link>
		<comments>http://dedo.simplicissimus.it/2009/07/03/translators/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 03 Jul 2009 10:11:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>dedo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Software]]></category>
		<category><![CDATA[iLiad]]></category>
		<category><![CDATA[Plutarco]]></category>
		<category><![CDATA[sidux]]></category>
		<category><![CDATA[SMF]]></category>
		<category><![CDATA[traduzioni]]></category>
		<category><![CDATA[Writer2LaTeX]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://dedo.simplicissimus.it/?p=226</guid>
		<description><![CDATA[Tradurre mi è sempre piaciuto e mi riesce bene.
Verso la fine del 2006 cominciai a interessarmi di traduzioni software, studiai l&#8217;argomento e tentai di tradurre il manuale di sidux, ottima distribuzione Linux Debian-based, e il firmware di iLiad, reader e-ink. Questi due progetti erano piuttosto ambiziosi, li avviai ma arenarono per mancanza di tempo. Imparai [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Tradurre mi è sempre piaciuto e mi riesce bene.</p>
<p>Verso la fine del 2006 cominciai a interessarmi di traduzioni software, studiai l&#8217;argomento e tentai di tradurre il manuale di <a href="http://sidux.com/">sidux</a>, ottima distribuzione Linux Debian-based, e il firmware di <a href="http://www.irextechnologies.com/products/iliad">iLiad</a>, reader e-ink. Questi due progetti erano piuttosto ambiziosi, li avviai ma arenarono per mancanza di tempo. Imparai comunque molto.</p>
<p>Fatto tesoro di questi fallimenti, mi sono imbarcato di recente nella traduzione di <a href="http://www.simplemachines.org/">SMF</a>, software forum PHP/MySQL, e <a href="http://writer2latex.sourceforge.net/">Writer2LaTeX</a>, utility java per la conversione di documenti in vari formati. Sono molto felice di avere completato entrambe.</p>
<p>Posso assicurare che tradurre software a volte è più interessante di molte versioni da liceo, tipo <a href="http://www.corriere.it/Media/Foto/2006/06_Giugno/22/greco220606.pdf">quella che mi capitò all&#8217;esame di maturità</a>.</p>
<a class="a2a_dd addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save?linkurl=http%3A%2F%2Fdedo.simplicissimus.it%2F2009%2F07%2F03%2Ftranslators%2F&amp;linkname=Translators">Condividi/Salva</a>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://dedo.simplicissimus.it/2009/07/03/translators/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Fiera del Libro 2009</title>
		<link>http://dedo.simplicissimus.it/2009/05/31/fiera-del-libro-2009/</link>
		<comments>http://dedo.simplicissimus.it/2009/05/31/fiera-del-libro-2009/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 31 May 2009 09:57:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>dedo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ebook]]></category>
		<category><![CDATA[2009]]></category>
		<category><![CDATA[animoto]]></category>
		<category><![CDATA[Fiera del Libro]]></category>
		<category><![CDATA[free culture]]></category>
		<category><![CDATA[Kodak]]></category>
		<category><![CDATA[Lawrence Lessig]]></category>
		<category><![CDATA[Simplicissimus]]></category>
		<category><![CDATA[Torino]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://dedo.simplicissimus.it/?p=73</guid>
		<description><![CDATA[Sabato 16 e domenica 17 maggio sono stato alla Fiera Internazionale del Libro di Torino.
Allo stand Simplicissimus, in quanto dedo, sono subito entrato a far parte della schiera degli espositori volontari, insieme ad altri impallinati di ebook (LordMax, Luke, Shinken, per citarne alcuni). Niente a che vedere con le standiste gnocche de La Stampa, ma [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sabato 16 e domenica 17 maggio sono stato alla Fiera Internazionale del Libro di Torino.</p>
<p>Allo stand <a href="http://www.simplicissimus.it/">Simplicissimus</a>, in quanto <a href="http://forum.simplicissimus.it/index.php?action=profile;u=3"><em>dedo</em></a>, sono subito entrato a far parte della schiera degli espositori volontari, insieme ad altri impallinati di ebook (<a href="http://forum.simplicissimus.it/index.php?action=profile;u=145"><em>LordMax</em></a>, <a href="http://forum.simplicissimus.it/index.php?action=profile;u=95"><em>Luke</em></a>, <a href="http://forum.simplicissimus.it/index.php?action=profile;u=63"><em>Shinken</em></a>, per citarne alcuni). Niente a che vedere con le standiste gnocche de La Stampa, ma ci mettevamo passione <img src='http://dedo.simplicissimus.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' /> </p>
<p>La gente interessata agli ebook reader era talmente tanta che non mi sono potuto muovere dallo stand, per non parlare della gola a fine serata!  Tra un &#8220;lo schermo non è retroilluminato&#8221; e l&#8217;altro sono però riuscito a scattare qualche foto con la mia pessima macchinetta digitale. Una volta tornato a casa, ho creato un video a partire da quelle foto.</p>
<p style="text-align: center;"><script src="http://widgets.clearspring.com/o/46928cc51133af17/4a219a4b3da0ac08/46928cc5557c497c/c51c758c/-cpid/e10fee8943817c63/widget.js" type="text/javascript"></script></p>
<p>Per farlo ho utilizzato <a href="http://animoto.com/">animoto</a> e ci ho messo una mezz&#8217;oretta, divertendomi molto. In poche parole uno <em>strumento democratico</em>, rubando l&#8217;espressione utilizzata da <a href="http://www.lessig.org/info/bio/">Lawrence Lessig</a> per le macchine fotografiche Kodak.</p>
<p>Lawrence Lessig, 2005, <em>Cultura libera</em>, trad. it. Bernardo Parrella, Apogeo (Cultura digitale), Parte 1, Capitolo 2, <a href="http://www.apogeonline.com/libri/88-503-2250-X/parte/parte_1/capitolo_2">http://www.apogeonline.com/libri/88-503-2250-X/parte/parte_1/capitolo_2</a></p>
<blockquote><p>Il cambiamento tecnologico che rese possibile la fotografia di massa non ebbe luogo fino al 1888, e fu l&#8217;invenzione di un solo individuo. George Eastman, egli stesso fotografo amatoriale, era frustrato dalla tecnologia fotografica basata sulle lastre. In un lampo d&#8217;intuizione (per così dire), Eastman si rese conto che, rendendo flessibile la pellicola, questa poteva essere arrotolata attorno a un fuso. Quel rullino poteva quindi essere portato da uno sviluppatore, riducendo in maniera sostanziale i costi della fotografia. Diminuendone le spese, Eastman prevedeva di ampliare enormemente la popolazione dei fotografi.</p>
<p>Eastman realizzò una pellicola flessibile di carta emulsionata e ne collocò i rullini in macchine fotografiche piccole e semplici: le Kodak. L&#8217;apparecchio fu commercializzato facendo leva sulla sua semplicità. “Tu premi il pulsante e noi pensiamo al resto”.</p>
<p>[...]</p>
<p>Per 25 dollari, chiunque poteva fare fotografie. La macchina fotografica aveva la pellicola pre-caricata e, dopo l&#8217;uso, andava riportata a un laboratorio Eastman, dove si sviluppavano le foto. Naturalmente, con il tempo furono migliorati sia il costo della macchina fotografica sia la facilità d&#8217;impiego. I rullini divennero così la base per l&#8217;esplosiva crescita della fotografia.</p>
<p>[...]</p>
<p>La fotografia professionale offriva alla gente uno scorcio di luoghi che altrimenti non avrebbe mai visto. La fotografia amatoriale le dava la capacità di documentare la propria vita in un modo fino ad allora impossibile.</p>
<p>[...]</p>
<p>In tal senso, la macchina fotografica e la pellicola Kodak furono tecnologie espressive. Naturalmente, lo erano anche la matita e il pennello. Ma ci volevano anni di addestramento prima che questi strumenti potessero essere utilizzati dai dilettanti in maniera utile o efficace. Con la Kodak, divenne possibile esprimersi in modo assai più rapido e semplice. Venne abbassata la barriera dell&#8217;espressione creativa. Gli snob ne schernirebbero la “qualità”; i professionisti la liquiderebbero come qualcosa di estraneo. Ma osserviamo un bambino che studia l&#8217;inquadratura migliore per scattare una fotografia e avremo il senso dell&#8217;esperienza creativa a cui la Kodak ha dato vita. Tali <strong>strumenti democratici</strong> offrirono alle persone comuni un modo molto più facile per esprimere se stesse di quanto fosse possibile con ogni altro strumento precedente.</p></blockquote>
<a class="a2a_dd addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save?linkurl=http%3A%2F%2Fdedo.simplicissimus.it%2F2009%2F05%2F31%2Ffiera-del-libro-2009%2F&amp;linkname=Fiera%20del%20Libro%202009">Condividi/Salva</a>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://dedo.simplicissimus.it/2009/05/31/fiera-del-libro-2009/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>1</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Sliding Proselitism</title>
		<link>http://dedo.simplicissimus.it/2009/05/10/sliding-proselitism/</link>
		<comments>http://dedo.simplicissimus.it/2009/05/10/sliding-proselitism/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 09 May 2009 23:17:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>dedo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[Amazon Web Services]]></category>
		<category><![CDATA[cloud computing]]></category>
		<category><![CDATA[Simone Brunozzi]]></category>
		<category><![CDATA[slide]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://dedo.simplicissimus.it/?p=44</guid>
		<description><![CDATA[Venerdì 8 maggio la facoltà di Economia dell&#8217;Università Politecnica delle Marche di Ancona ha ospitato l&#8217;evento &#8220;Creare conversazione dentro e fuori l&#8217;azienda&#8221; organizzato da ClubTI Marche. In questa occasione ho potuto assistere alla presentazione sul Cloud Computing di Simone Brunozzi, Amazon Web Services Technology Evangelist. Simone è molto bravo a presentare in pubblico e giustamente [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Venerdì 8 maggio la <a href="http://www.econ.univpm.it/">facoltà di Economia dell&#8217;Università Politecnica delle Marche di Ancona</a> ha ospitato l&#8217;evento &#8220;Creare conversazione dentro e fuori l&#8217;azienda&#8221; organizzato da <a href="http://www.clubtimarche.it/">ClubTI Marche</a>. In questa occasione ho potuto assistere alla <a href="http://bit.ly/QEQzT">presentazione sul Cloud Computing</a> di Simone Brunozzi, Amazon Web Services Technology Evangelist. Simone è molto bravo a presentare in pubblico e giustamente <a href="http://ubuntista.wordpress.com/2009/05/06/presentare-in-pubblico-2/">si chiede se gli sia possibile offrire corsi al riguardo</a>. Non so se esista un mercato per qualcosa del genere, però posso condividere le mie impressioni da suo semplice spettatore. Mi concentrerò in particolare sulle slide di Simone. Senza nulla togliere agli altri relatori, vorrei evidenziare perché (imho naturalmente) le sue erano le più incisive; ho organizzato le motivazioni nel seguente vademecum.</p>
<ul>
<li><strong>Prima di tutto presentare per bene se stessi.</strong><br />
Come nella vita reale è buona educazione portare a conoscenza l&#8217;interlocutore su chi ha davanti, così di fronte a un pubblico conviene raccontare brevemente la propria storia e fornire i propri contatti. Bastano un paio di slide iniziali e una finale.</li>
<li><strong>Pochi caratteri per slide, belli grandi.</strong><br />
Le slide di molte presentazioni contenevano interi paragrafi difficilmente leggibili persino dalle prime file. Visto che gli schermi hanno differente dimensione e risoluzione, la soluzione di Simone mi sembra semplice ed efficace: limitare l&#8217;utilizzo del testo a parole chiave e tag cloud, e che i caratteri stacchino bene dallo sfondo e siano abbastanza grandi da essere leggibili anche in ultima fila. Articolare compiutamente il discorso è compito della voce, non delle slide.</li>
<li><strong>Grafici significativi, belli grandi.</strong><br />
I grafici di funzioni tendenzialmente sono più interessanti delle rappresentazioni grafiche di dati (come i diagrammi circolari): stimolano maggiormente il pubblico a ragionare sul problema presentato per coglierne le relazioni (più che i valori) in gioco. La presentazione di Simone, anche per la tecnicità dell&#8217;argomento trattato, contiene vari grafici di funzioni (vedi in particolare slide 8 e 14), e ognuno occupa un&#8217;intera slide: i grafici racchiudono <em>molte</em> informazioni, hanno bisogno di spazio. In un&#8217;altra presentazione, invece, un diagramma a barre conviveva nella stessa slide (peraltro prolissa di testo) insieme a una gaussiana irrealisticamente simmetrica, suppongo ornamentale.</li>
<li><strong>Minimale non significa sciatto.</strong><br />
La presentazione non deve cercare di stupire con immagini a effetto, ma bei colori e begli sfondi, che si limitino a fare il loro mestiere, sono piacevoli agli occhi.</li>
<li><strong>(Consiglio Bonus 2009) Niente slide sulla crisi (e relative immagini a effetto)!</strong><br />
Amazon è un&#8217;azienda statunitense, ma dalla presentazione di Simone non mi pare che abbia in programma di disinvestire su AWS&#8230; ci andrei piano con macrospiegazioni per microsituazioni.</li>
</ul>
<p>Ne approfitto anche per fare a Simone una domanda che non ho posto al meeting perché un po&#8217; fuori tema: dalla tua presentazione mi è sembrato di poter concludere che servizi come AWS, permettendo di gestire in modo più efficiente e razionale il traffico e l&#8217;immagazzinamento dei dati, abbiano un impatto ambientale positivo. Amazon ha fatto studi al riguardo?</p>
<a class="a2a_dd addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save?linkurl=http%3A%2F%2Fdedo.simplicissimus.it%2F2009%2F05%2F10%2Fsliding-proselitism%2F&amp;linkname=Sliding%20Proselitism">Condividi/Salva</a>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://dedo.simplicissimus.it/2009/05/10/sliding-proselitism/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>1</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Si parte!</title>
		<link>http://dedo.simplicissimus.it/2009/05/09/si-parte/</link>
		<comments>http://dedo.simplicissimus.it/2009/05/09/si-parte/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 08 May 2009 22:44:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>dedo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicazioni di servizio]]></category>
		<category><![CDATA[blog]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://dedo.simplicissimus.it/?p=33</guid>
		<description><![CDATA[Perché ho deciso di scrivere un blog? L&#8217;utilizzo di Google Reader per leggere, condividere, commentare le informazioni che circolano in Rete ha stimolato gradualmente la voglia di produrre a mia volta contenuti. La scrittura rappresenta sicuramente un&#8217;occasione di espressione, se poi è possibile condividerne facilmente i frutti con chiunque sia interessato tanto meglio!
Nella pagina Info [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Perché ho deciso di scrivere un blog? L&#8217;<a href="http://www.google.it/reader/shared/14461749911234112462">utilizzo di Google Reader</a> per leggere, condividere, commentare le informazioni che circolano in Rete ha stimolato gradualmente la voglia di produrre a mia volta contenuti. La scrittura rappresenta sicuramente un&#8217;occasione di espressione, se poi è possibile condividerne facilmente i frutti con chiunque sia interessato tanto meglio!</p>
<p>Nella <a href="http://dedo.simplicissimus.it/info/">pagina Info</a> ho riassunto brevemente chi sono io e quali propositi ho per questo blog.</p>
<a class="a2a_dd addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save?linkurl=http%3A%2F%2Fdedo.simplicissimus.it%2F2009%2F05%2F09%2Fsi-parte%2F&amp;linkname=Si%20parte%21">Condividi/Salva</a>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://dedo.simplicissimus.it/2009/05/09/si-parte/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>3</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>
